Mitologia

Zeus.
Leggenda e mitologia di creta Uno dei principali personaggi della mitologia di creta viene individuato in Zeus, figlio di Saturno e Rea. Una profezia avvisò Saturno che un giorno uno dei suoi figli lo avrebbe destituito dal trono, per questo motivo mangiò tutti i figli che Rea partorì. Ma quando nacque il padre degli Dei e di tutti gli uomini Zeus, Rea in accordo con i suoi genitori consegnò a Saturno una pietra avvolta in alcuni panni di neonato, che il padre ingoiò pensando fosse suo figlio. Di conseguenza Zeus venne mantenuto nascosto in una grotta dell' Isola di Creta, allevato con latte di capra Amantea mentre i Cureti battevano i loro scudi di bronzo per occultare il pianto del bambino. Raggiunta la maggiore età Zeus sconfisse Saturno e con l'unione alla principessa Europa nacque il popolo cretese.
Minosse
Secondo la tradizione e la mitologia, tre furono i figli di Zues; Minosse, Radamante e Serpedone. Quando Europa sposò Asterione, Minosse ereditò il trono prendendo in moglie Parsifae figlia del Sole e di Creta. Dalla loro unione nacquero diversi figli tra cui la famosa Arianna. In quei tempi giunse a Creta lo scultore e architetto Dedalo, che costruì nei sotteranei del palazzo di Cnosso il labirinto dove Minosse imprigionava i suoi prigionieri e il Minotauro. Un giorno ad Atene durante le gare Panateniesi, venne ucciso Androgeo, figlio di Minosse. Per vendicare la sua morte Minosse dichiarò guerra ad Atene, vincendo. Come tributo di guerra pretese di avere ogni anno sette giovani maschi e sette giovani femmine da dare in pasto al Minotauro. Per evitare questi sacrifici, Teseo, figlio di Egeo, partì alla volta di Creta con una nave che per accordi presi con il padre al ritorno doveva avere vele bianche nel caso l'impresa avesse avuto esito felice.
Arianna
Teseo si innamorò di Arianna che gli diede una spada per combattere il Minotauro e un gomitolo lana per non perdersi nel labirinto. Dopo un terribile combattimento vinse Teseo e in tutta fretta con Arianna ripartì per Atene. Dimenticò però di sostituire le vele come aveva accordato con il padre Egeo, il quale alla vista della nave in preda alla disperazione credendo il peggio si gettò nelle acque che ancor oggi portano il suo nome.
 
 

 

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